Differenze tra la cucina giapponese e quella cinese

Chi è che non ha mangiato almeno una volta in un ristorante cinese? E chi non ha mai provato, anche soltanto per curiosità, il cibo giapponese? Ma quali sono le principali differenze tra la cucina giapponese e quella cinese? Le due gastronomie hanno in comune due elementi fondamentali: il riso e i noodles (e le bacchette…) ma a parte ciò, nient’altro sembra accomunarle.

La cura dei dettagli

La cura per i dettagli è un’impronta propria della cultura orientale. Ma se i giapponesi generalmente sono perfezionisti e sembrano amare i dettagli puliti, lineari, semplici e leggibili, i cinesi sembrerebbero più attratti dal funzionale che dall’estetica. I cinesi adorano le decorazioni ricche e cariche di ornamenti, sebbene, da grandi pragmatici quali sono, tollerano l’approssimazione, purché non comprometta il senso pratico. L’espressione chabuduo (tradotto all’incirca) è molto comune in Cina, e riassume bene lo spirito della loro concretezza.

Caratteristiche della cucina cinese

La cucina cinese è estremamente varia e speziata (anice stellato, pepe Sechuan, semi di finocchio, cannella, chiodi di garofano), piuttosto condita e saporita, si affida a molte salse e si fa amare facilmente. La Cina è un paese così diversificato che è difficile fissare una sola definizione per la sua cucina. Da una regione all’altra si passa dalle spezie più forti ai profumi più delicati.

Nella cultura cinese si ha l’idea dello Yin e Yang ( il concetto di yin (nero) ([ín]) e yang (bianco) ([jǎŋ]) ha origine dall’antica filosofia cinese, molto probabilmente dalla dualità notte-giorno. I concetti di “yin” e “yang” si riflettono anche in ogni aspetto della natura. Questa è una concezione presente nel Taoismo e nella religione tradizionale cinese. Fonte: Wikipedia), che si ritrova ugualmente in cucina. Essa, infatti, segue il principio del bilanciamento degli opposti. I pasti devono essere equilibrati secondo questa idea, ma anche in funzione delle consistenze, dei colori e dei sapori, così come deve esserci equilibrio tra caldo e freddo. La cucina cinese tradizionale si fonda, inoltre, sulla teoria taoista dei cinque elementi.

Cinque sono i gusti dei cibi:

  • amaro,
  • dolce,
  • salato,
  • piccante,
  • acido.

Cinque sono le consistenze del cibo:

  • croccante,
  • liscio,
  • sugoso,
  • secco,
  • morbido.

Piatti tipici cinesi

I ravioli, al vapore o alla piastra, sono qualcosa di sopraffino. Palline di pasta ripiene di carne, pesce o verdure. Racchiudono il sapore tipico della cucina asiatica, dato dalla soia, lo zenzero e la verza.

ravioli cinesi cotti al vapore nel bambù

Un piatto imperdibile è il pollo alle mandorle. Piccoli bocconcini di tenero pollo conditi con una gustosa crema a base di salsa di soia e ovviamente mandorle. Il pesce è uno degli ingredienti più importanti di tutta la cucina asiatica. Uno dei piatti più prelibati sono i noodles ai frutti di mare saltati alla piastra con salsa di soia e zenzero. In un pasto ordinario non è proposta nessuna bevanda. La bevanda più bevuta è il tè, consumato per le sue proprietà digestive e decongestionanti. In cinese non esiste l’espressione Buon appetito, ma si esorta l’ospite a mangiare abbondantemente, perché sia il più possibile a proprio agio. I Giapponesi invece usano l’espressione itadakimasu, che letteralmente significherebbe Grazie per il pasto, ed è indirizzata quindi a coloro che lo hanno preparato.

Caratteristiche della cucina giapponese

La cura e la precisione nella preparazione, i dettagli e un impiattamento ineccepibile sono fondamentali: il cibo è sicuramente una cosa seria in Giappone, e l’occhio vuole la sua parte! La cucina giapponese propone soprattutto alimenti crudi. Povera di olio e materie grasse, è sempre più apprezzata in tutto il mondo perché considerata sana, varia ed equilibrata. E non è soltanto limitata al sushi. Chef internazionali utilizzano molti dei condimenti giapponesi, come la salsa di soia o il miso, per creare nuovi sapori ispirati a quelli dell’arcipelago giapponese.

Piatti tipici giapponesi

Il sushi non ha bisogno di presentazioni, è uno dei primi piatti che viene alla mente quando pensiamo alla cucina giapponese e nonostante si prepari con un numero ristretto di ingredienti, le combinazioni di sapori, di aspetto e consistenza sono praticamente infinite. C’è un sushi per tutti i gusti. Di solito si mangia con le mani e non va tagliato a metà, bensì, per gustarne meglio il sapore, va sempre mangiato in un sol boccone.

chef impiatta roll di sushi

Uno dei piatti più amati in Italia è il ramen, pasta in brodo a base di pesce o carne i cui condimenti variano moltissimo. Originario della Cina, in Giappone ha subito diverse trasformazioni regionali, che lo hanno arricchito di sapori e aromi. Gli yakitori, invece, sono deliziosi spiedini di pollo conditi con salsa teriyaki, preparati al momento e cotti quasi sempre su carboni ardenti. A volte il pasto si accompagna con una zuppa di miso o di verdure macerate (tsukemono), il tutto utilizzando nient’altro che le famose bacchette.

zuppa di miso servita in ciotola rossa
Zuppa di miso

Cucinare è un’arte, una passione dell’anima, un bene indispensabile e prezioso. In queste culture condividere il pasto è un rito, non un semplice gesto quotidiano. A tavola, la modernità lascia il posto all’antica tradizione culinaria, in grado di creare e riallacciare rapporti umani attraverso gusti, profumi e sapori. Cercare di conoscere le differenze tra le due cucine ce ne farà apprezzare e rispettare le peculiarità proprie di ognuna.

I nostri ristoranti a Roma propongono una cucina fusion dove è possibile assaggiare e gustare piatti cinesi e giapponesi preparati secondo tradizione.

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